luglio 27, 2010 da Maria Antonietta Soldovieri
Categoria: Stampa 

Allam torna, dichiara di nuovo amore alla Basilicata ma attacca

«Scandalo Martorano»

E sulla classe dirigente:«Non valorizza l’identità e la storia»

di SALVATORE SANTORO

POTENZA – Allam a Potenza per parlare al Rotary. Prima ha incontrato in una riunione di partito i “suoi”. L’eurodeputato Magdi Cristiano Allam non ha vinto le elezioni regionali alle quali si era presentato come indipendente a capo di una propria compagine politica (dopolo schiaffo ricevuto dal Pdl locale). E’storia nota: il suo “Io amo la Lucania” ha eletto il consigliere regionale Ernesto Navazio.Oggi sta creando il partito in giro per l’Italia e fa il deputato a Bruxelles. Sono  passati mesi dai suoi comizi in terra lucana.  Ma i ragionamenti di Allam partono sempre allo stesso modo. Da quel «legame affettivo che si è instaurato da subito. Da quando ho conosciuto la Basilicata per la presentazione dei miei libri a Maratea ». Ama la Basilicata l’ex vice direttore del Corriere della Sera. Non c’è discorso in cui non lo dichiara. Quasi in forma poetica: «E’ meraviglioso l’incanto che c’è tra la montagna e il mare. Mi ha conquistato la specificità che non c’è da nessuna altra parte d’Italia. La straordinaria diversità di ambienti che c’è tra la collina, la montagna, i laghi, i fiumi e i mari. Il tutto in un territorio molto piccolo». L’amore per un terra che poi, si affretta a spiegare Allam, si è allargato ai lucani: «Per la loro generosità e la capacità di donarsi totalmente ». Sta quasi ripetendo il discorso da fare al Rotary ad alta voce al cronista. E quindi si arriva alla sfida elettorale trascorsa. «Credo che il risultato di quasi 30 mila voti in25 giorni di campagna elettorale lo devo soprattutto alla presenza di tanti giovani che si sono proposti assolutamente in maniera generosa e volontaria e che considero la ragione per la quale si deve continuare a nutrire fiducia nella Basilicata».

E’ un Magdi Cristiano Allam che non rinuncia alle stoccate e alle critiche: «C’è un avvilimento dell’animo della gente che fa presagire loro l’assenza di una speranza. E’ come se la rassegnazione fosse parte integrante del dna della gente di Basilicata. Nei giovani è un’arma a doppio taglio. In loro c’è voglia di riscatto. Ma se questa non trova nell’immediato la sua concretezza rischia di indurre i giovani a disperarsi e abbandonare questa bellissima terra».

Per questo Allam racconta di esperienze imprenditoriali come quella della Rosa blu di Aldo Biase«che qui falliscono ma che in qualsiasi altra parte farebbero fortuna». E quindi mette all’indice la politica che governa in Basilicata: «Quello che manca non sono le persone oneste e capaci ma la capacità di questa classe politica di dare un’identità complessiva al territorio anche sul piano della propria storia e della propria cultura».

E’ un fiume in piena l’euro – deputato che aggiunge ragionamenti a ragionamenti. Parla dell’abbazia di San Michele a Monticchio: «Sede per secoli di pellegrinaggi da tutta Italia. Questo pellegrinaggio oggi non si fa più. Si è riusciti a uccidere una tradizione secolare. Ora questo avviene non perchè non ci sono soldi, perchè quelli ci sono ma perchè manca l’impegno da parte della classe politica di connotare questi spazi di identità culturale e storica». Si ferma a riflettere. Il cronista incalza.

Cosa si può fare nell’immediato?

«Bisogna fare da subito in Basilicata una grande iniziativa volta a dare un’anima alla Basilicata. Una riflessione collegiale sulla storia, sull’identità, sulle tradizione; un convegno di pratica su questo tema che preceda l’indizione di un referendum a livello regionale per dare alla Basilicata la sua identità e il nome storico di Lucania che corrisponde alla storia, alla tradizione alla cultura e che connota un popolo partendo dalla consapevolezza di chi siamo».

Altro?

«Faccio una proposta anche all’attuale governatore De Filippo e al leader dell’opposizione del Pdl, Nicola Pagliuca: iscrivere nello Statuto regionale il riconoscimento della verità storica delle nostre radici giudaico cristiane come fondamento di una civiltà laica e liberale di cui noi dobbiamo essere orgogliosi. Dobbiamo identificarci nelle nostre radici. La Basilicata potrebbe fare da battistrada per il resto dell’Italia perchè qui il cattolicesimo è vivo e la tradizione è molto presente».

Non si può non parlare di politica. C’è un nuovo governo che è già al lavoro. Cosa è cambiato rispetto al passato?

«Sul piano dei fatti non c’è nulla e constato che c’è grande amarezza tra la gente. I cittadini si sentono letteralmente presi in giro perchè non cambia nulla. La disoccupazione cresce. Le imprese continuano a chiudere. I giovani continuano a emigrare. Poi che De Filippo continua a dire che è un fenomeno nazionale o addirittura mondiale è gioco facile. E’ vero invece, che ogni governatore dovrebbe rendere conto del proprio operato rispetto alle risorse di cui dispone ».

Sono cambiati però alcuni nomi al vertice…

«Male. Credo che sul piano strettamente politico è una vera oscenità il consociativismo che si accredita sempre più. Mi sconcerta ad esempio la nomina di Martorano come assessore alla Sanità. E’ un vero scandalo che chi era predicato a fare il candidato del Pdl alla Regione Basilicata rinuncia al suo incarico e subito dopo le elezioni me lo ritrovo al più importante delega e cioè quella che gestisce l’80 per cento delle risorse della Regione. E’ uno scandalo».

Non trova di essere troppo duro?

«Io dico solo che lo stesso Martorano rispetto ai propri predecessori disse: “E’ come se a me che sono imprenditore mi offrissero di fare l’assessore alla Sanità”. E puntualmente lo ritroviamo in quei panni. A me questa cultura politica mi scandalizza e credo che sia un’offesa nei confronti di tutti quei lucani che credono ancora in dei valori e che vorrebbero nella Regione l’osservanza di regole che siano garanzia per tutti».

A proposito di questo, cosa pensa dei tagli alla Sanità e del fatto che in queste ore alcuni cittadini stanno attraversando la Basilicata a piedi per “difendere” il proprio ospedale territoriale?

«Credo che noi dobbiamo avere innanzitutto una strategia complessiva riguardante la Sanità che ponga fine allo scempio che vede migliaia di lucani costretti ad andare altrove in Italia per farsi curare perchè qui non trovano nè le specializzazioni nè la qualità della prestazione sanitaria richiesta. Così come gli scempi che ci sono nella Sanità. Ovviamente io sono contrario a lasciare una comunità senza la possibilità di disporre di un’assistenza sanitaria. Al tempo stesso credo che se non partiamo da un quadro complessivo e se ci limitiamo a inseguire fotogramma per fotogramma senza avere di fronte la sequenza complessiva del film rischieremmo di commettere degli errori madornali».

In campagna elettorale non ha fatto sconti al centrodestra. Oggi il Pdl è di nuoco all’opposizione in consiglio regionale. E’cambiato qualcosa secondo lei?

«Io direi che non c’è opposizione nel consiglio regionale. Quello che contano sono i fatti. E c’è una spartizione delle poltrone andando a considerare l’insieme delle attività amministrate dalla Regione. Il Pdl ha fatto quadrato intorno a questa sua classe dirigente affinchè non cambiasse nulla proprio perchè gli sta bene questa realtà di consociativismo. Quello che conta è la spartizione delle poltrone che vede destra e sinistra assolutamente concordi»

 

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